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I.P.C.T.S.
Recanati (Mc)
Un esempio di cultura e
professionalità “al di là delle 18 ore”
Si
mettano in un mixer: uova, limone ed olio. A saperci fare ne verrà fuori una
squisita maionese. Si mettano in una scuola:
una poetessa (la sottoscritta), una cultrice leopardiana (Giulia
Corsalini), una musicologa e compositrice (Paola Ciarlantini), una esperta di
letteratura giovanile (Aurora Moretta). Si aggiungano: amore per il proprio
lavoro, tanta voglia di fare, capacità organizzativa, affetto e stima reciproci
e, soprattutto, il comune desiderio di fare della scuola un autentico veicolo di
apertura verso il mondo esterno. La scuola in questione è l’Istituto
Professionale per i Servizi Commerciali, Turistici e Sociali di Recanati
all’interno del quale tutte e quattro operiamo. E’ stata tra noi Aurora
Moretta che, confidando nelle competenze di ciascuna, ha avuto l’idea di …
agitare il mixer! Sono stati così organizzati Corsi di aggiornamento che
effettivamente si sono tenuti negli anni scolastici 1996-97; 1997-98; 1998-99,
aperti con successo di pubblico alla cittadinanza.
Il
primo, Progetto Poesia I, patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del
Comune di Recanati, ha avuto come intenzione primaria quella di offrire una
panoramica della produzione poetica degli ultimi 40 anni, nella constatazione
che probabilmente questa parte della storia del Novecento non fosse ben
conosciuta. In quattro incontri, io stessa ho relazionato su: La poesia negli
anni ’60. Le energiche prese di coscienza; La poesia negli anni ’70.
Direzioni nuove e fermenti ricchi di futuro; La poesia negli anni ’80. La
sfida della comunicazione; La poesia negli anni ’90. In assoluta labilità
epistemologica. Il quinto incontro è stato gestito dalla prof.ssa Giulia
Corsalini con una relazione dal titolo Senza più peso. Semantica di
Ungaretti. Un esempio di analisi. Il Corso si è felicemente concluso con me
che ho parlato della Genesi e interpretazione di una raccolta poetica. (1)
Il
Progetto poesia II si è invece articolato in due parti: la prima, dal
titolo Sensibilità e poesia, ha visto come primo intervento quello della
prof.ssa Corsalini che ha discusso di Leopardi, anticipando così il frutto di
un suo studio (2). E’ poi proseguita con il poeta Francesco Scarabocchi,
educato come me, alla scuola del compianto Franco Scataglini, che ha trattato,
in due incontri, aspetti della poetica di G. Caproni: Il romanzo di Annina
e di A. Gatto: La forza degli occhi. La seconda parte del Corso, dal
titolo Emozioni e tecniche, è consistita in tre incontri: Poesia: il
regno dell’emozione; Analisi delle forme e delle strutture (retorica,
stilistica e metrica nell’articolazione dei loro specifici problemi): i versi
della tradizione; Analisi delle forme e delle strutture (retorica, stilistica e
metrica nell’articolazione dei loro specifici problemi): il verso libero. Il
tema di ogni incontro è stato svolto in definita prospettiva didattica.
Il
Progetto poesia III si è anche valso del patrocinio del Centro Nazionale
di Studi Leopardiani, presso la cui sede si è tenuto. essendo intanto noi tutte
cresciute e maturate insieme alle nostre esperienze, il Progetto poesia III è
stato molto ambizioso. Lo si constata già dal titolo: La Letteratura delle
origini come "Arte globale": percorsi interattivi attraverso Arte,
Letteratura e Musica del '200 e del '900. Sette gli appuntamenti: con il
prof. Stefano Papetti dell'Università di Macerata: Aspetti della pittura
nelle Marche tra XIII e XIV secolo; con la prof.ssa Paola Ciarlantini: La
musica trobadorica: zone d'influenza, tematiche, forme e modalità esecutive. Il
rapporto tra c°nso, chanson troverica e canzone italiana; ancora con la
prof.ssa Ciarlantini: Le radici musicali delle principali forme poetiche in
Italia tra '200 e '300: la lauda, la ballata, il sonetto, il madrigale, la
caccia. Cenni sulle sacre rappresentazioni; con la prof.ssa Corsalini: La
traduzione leopardiana dell'Impia mors (Ep. Metrica II, 14) petrarchesca e il
motivo lirico del compianto; con la sottoscritta: Dal Roman de la rose di
Guillame de Lorris a La rosa di Franco Scataglini; con il prof. Marcello
Verdenelli dell'Università di Macerata: Dante e il '900. Il Corso si è
concluso con un incontro del tutto particolare: la prof.ssa Corsalini ha
illustrato Il valore di una traduzione poetica: la Batracomiomachia di
Giacomo Leopardi. Ha avuto poi seguito un recital (testo La guerra dei
topi e delle rane del 1826) con il coordinamento musicale della prof.ssa
Ciarlantini, con me come voce recitante (mi sono cimentata nell'interpretarne, a
memoria, i 438 versi), con al flauto Marco Ferretti e alla chitarra Paolo
Menichetti.
Dopo
tre anni di tale esperienza, indubbiamente gratificante, io e le mie colleghe,
abbiamo però sentito l'esigenza di un rinnovamento, la volontà di applicarci
in una attività (ma si potrebbe ben dire un'impresa) che coinvolgesse più da
vicino gli studenti e nel maggior numero possibile. E' così che ho ideato il
Premio Nazionale Leopardi e le Arti.
Il
bisogno primario al quale il premio ha inteso rispondere è dovuto alla
convinzione che la riflessione sull'Arte sia per i giovani fortemente educativa,
che lo studio di un autore -nello specifico: Giacomo Leopardi- contribuisca, per
mezzo sia del ragionamento critico sia dello stimolo creativo, alla formazione
di cittadini responsabili e democratici. Si è trattato, per la mia scuola, di
invitare, se stessa e le altre, a superare schemi ideologici o
tecnico-formalistici ormai non più in linea con i tempi, di gestire in chiave
ermeneutica il rapporto con numerosissimi studenti. Per questo motivo,
attraverso le quattro prove tra le quali scegliere: la stesura di un saggio
breve, l'ideazione di una lirica, di una partitura musicale , la
realizzazione di un'opera grafica - pittura, scultura, video o altro - (tutte le
prove hanno naturalmente avuto il loro titolo enunciato già dal bando di
concorso) si è offerta ai giovani, in una "comunità nazionale" che
ha superato di gran lunga i confini di una singola classe, di una singola
scuola, di una singola città, l'opportunità di far vivere il pensiero
leopardiano all'interno del contesto storico attuale. Dare al pensiero
leopardiano un significato, o meglio, attribuirgli il proprio senso all'interno
di un rapporto con numerosissimi altri studenti, ha garantito a quanti hanno
partecipato alla prima edizione delPremio Nazionale "Leopardi e le
Arti", uno stimolo di crescita: con un proprio contributo interpretativo i
ragazzi hanno potuto, da protagonisti, partecipare al dialogo interpretativo,
educandosi così a divenire quei cittadini attivi ed aperti verso gli altri, che
una società veramente democratica chiederà loro di essere. E infatti,
all'interno dell'Istituto Professionale di Recanati, si è fermamente convinti
che l'attività artistica non sia un "passatempo" né tantomeno il
"delirio sublime di un predestinato"; si è altresì consapevoli del
fatto che l'Arte sia la più alta espressione di ogni civiltà e che sia fonte
di arricchimento per ogni individuo, qualunque ne sia (o meglio, ne diventi, la
professione). E quindi, benché la prima edizione abbia dato prova di notevoli
capacità, il fine del Premio non è certo stato la produzione di capolavori da
parte degli studenti ma quello di esaltare le loro potenzialità nell'ambito
della complessità, della problematicità e della relatività delle conoscenze,
educandosi a gestirle in prima persona: ora all'interno del mondo della scuola;
poi nel contesto familiare, sociale, economico del quale ogni studente, quando
non sarà più tale, sarà chiamato a fare parte.
Quella
che ha già avuto luogo è stata soltanto la prima edizione, senz'altro poco
pubblicizzata. Ma nonostante ciò hanno inviato i loro elaborati ben 236 ragazzi
(si intendono con una unità anche i gruppi-classe) da ogni parte
d'Italia. Le difficoltà di ordine pratico, organizzativo ed anche
economico delle quali, in qualità di segretario del Premio, la prof.ssa Mogetta
si è fatta carico, sono state indubbiamente rilevanti, ma sia lei che io, Paola
Ciarlantini e Giulia Corsalini, siamo state senz'altro ripagate dall'entusiasmo,
difficile da descrivere, degli studenti partecipanti.
La
Cerimonia di premiazione ha avuto luogo lo scorso 27 aprile presso il C.N.S.L.
della cui preziosa collaborazione ci si è avvalsi durante tutta
l'organizzazione del Premio. I vincitori provenivano dal Liceo "Tullio-LeviCivita"
di Roma, dal Liceo "Cutelli" di Catania, dal Lyceum "Ballatore"
di Mazara del Vallo, dal Liceo Scientifico "Marconi" di Colleferro e,
prevedendo il Premio anche una sezione provinciale, dall'Istituto Professionale
di Civitanova Marche. L'incredibile, e anche inaspettato, consenso che
l'iniziativa ha ricevuto è dovuto indubbiamente alla sua particolarità: il
rifarsi A G. Leopardi, un autore che gli studenti riescono a percepire nella sua
modernità, in riferimento non ad uno degli aspetti dell'arte, ma all'arte nella
sua interezza. E' ciò che ha coinvolto ragazzi che hanno dimostrato di avere
forti competenze in ambito letterario, musicale, pittorico... Una ulteriore
gratificazione agli studenti vincitori e segnalati è stata offerta dal poter
ritrovare il proprio lavoro all'interno di un CD-Rom piacevole per la fruizione
dei contenuti e degli ascolti musicali, che illustra tutto il Premio. Il CD-Rom,
che ho presentato al pubblico durante la Cerimonia di premiazione, è stato
prodotto dalla M. Media di Trodica (MC).
Non
ho inteso, naturalmente, ritenere che il Premio nazionale "Leopardi e le
Arti" abbia innalzato il valore della scuola italiana; ho pensato invece ad
esso come ad un piccolo contributo di carattere formativo che è stato capace di
mettere in rapporto tra loro quelle incredibili sinergie, quella grande
vitalità che i presidi, fortemente i docenti, ma soprattutto gli studenti d'Italia hanno
dimostrato di possedere.
C'è
solo a questo punto da chiedersi se avranno luogo ulteriori edizioni del Premio
in questione. Da ogni parte si plaude all'iniziativa e se ne chiede la
prosecuzione. Ma forse non si pensa a quanto già stanchi il solo insegnare, non
si pensa che accanto a quanto ora descritto, ci sono state nell'anno in corso,
altre numerose iniziative: dagli incontri con autori contemporanei organizzati
dalla prof.ssa Mogetta (l'ultimo con Giuseppe Culicchia, amatissimo dai
giovani), allo spettacolo realizzato dagli studenti della scuola e coordinato
dalla prof.ssa Ciarlantini; non si pensa che dietro a quanto si vede ci sono
centinaia e centinaia di ore di lavoro. (Almeno una -simbolicamente- verrà
riconosciuta dal fondo incentivante?)
Note
1)
Norma Stramucci, L'oro unto, Tracce, Pescara, 1995
2)
Giulia Corsalini, Il "silenzio poetico" leopardiano degli anni
1824-1827, Edizioni del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, Recanati,
1999
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